La Campania ha ospitato la settima tappa del percorso formativo congiunto promosso da INPS e dai Patronati, dedicato alla riforma della disabilità e alle sue novità operative. Dopo gli appuntamenti di Firenze, Bologna, Lamezia Terme, Brescia, Roma e Milano, le tre giornate di confronto e approfondimento sono arrivate a Napoli, con un particolare focus per la città di Caserta, appena entrata nella sperimentazione.
L’iniziativa ha riunito i responsabili dell’INPS e i rappresentanti dei raggruppamenti dei patronati CEPA e CIPLA, con l’obiettivo di condividere strumenti, procedure e modelli organizzativi in vista dell’estensione della riforma su tutto il territorio nazionale.
Dal 1° marzo 2026, Caserta è tra le 40 province coinvolte nella sperimentazione della riforma della disabilità, che oggi interessa oltre la metà del territorio nazionale. Le nuove procedure saranno poi applicate in tutta Italia a partire dal 1° gennaio 2027.

Il contributo di INCA
Alla tappa campana hanno partecipato una delegazione di INCA nazionale e locale. La terza giornata dei lavori si è svolta proprio nella sede di Napoli di INCA, a conferma del ruolo attivo del patronato nel percorso di accompagnamento alla riforma.
Tra gli interventi, quello di Francesco Teratone, direttore di INCA Caserta, che ha affrontato due temi centrali: il ruolo e la funzione degli enti di patronato e dei Comitati provinciali INPS, con particolare riferimento alla nuova disciplina della disabilità, e i modelli organizzativi territoriali del patronato, con focus sulla presa in carico delle persone con disabilità e non autosufficienti, sulle attività di consulenza e sulla tutela dei diritti
Per INCA Caserta è intervenuta anche l’avvocata Fiorella D’Angiolillo, che ha presentato una panoramica sul procedimento ATPO (Accertamento Tecnico Preventivo Obbligatorio) attraverso l’analisi di un caso pratico.

La riforma a Caserta
Nel suo intervento, Teratone ha sottolineato che il territorio casertano parte da una situazione già consolidata.
“Caserta lavora con le commissioni INPS già dal 2010 - ha spiegato - Per questo motivo non ci aspettiamo passaggi traumatici. L’Unità di valutazione di base già oggi opera con tempi rapidi e siamo fiduciosi che il percorso continuerà a essere virtuoso”.

Allo stesso tempo, Teratore ha evidenziato alcune criticità legate al contesto territoriale: “si tratta di un territorio complesso, in cui il tema della disabilità vede tanti attori. A questo vanno aggiunte le nostre perplessità sul ruolo degli ambiti territoriali sociali e sanitari. Non è semplice immaginare che in tempi brevi possano essere pienamente realizzati gli obiettivi della riforma legati ai progetti di vita individuali”
“Il nostro approccio è orientato alla tutela dei diritti delle persone - ha concluso – per questo, lavoriamo in collaborazione con istituzioni e Ordine dei medici, avviando un dialogo basato su scambio, aggiornamento e formazione. Siamo e vogliamo continuare a essere un punto di riferimento. Una casa dei diritti e delle tutele”