Il 12 e 13 maggio 2026 Trieste ha ospitato la nona tappa del percorso formativo congiunto tra INPS e patronati sulla riforma della disabilità, dopo le tappe già svolte a Firenze, Bologna, Lamezia Terme, Brescia, Roma, Milano, Napoli e Torino. Due giorni di lavoro intenso, con al tavolo i responsabili INPS e i rappresentanti dei raggruppamenti CEPA e CIPLA.
L'obiettivo del percorso è costruire un linguaggio comune tra istituzioni e patronati prima che la riforma entri a regime su tutto il territorio nazionale, previsto per il 1° gennaio 2027. Una scadenza che si avvicina, mentre già oggi il nuovo sistema è operativo in oltre la metà del Paese.

In Friuli Venezia Giulia la transizione è in corso da mesi. Trieste ha aperto la strada dal primo gennaio 2025, seguita da Pordenone e Udine dal primo marzo 2026. Rimane per ora fuori dalla riforma la sola provincia di Gorizia.
Nel quadro della riorganizzazione regionale legata alla riforma, il 22 aprile scorso è stato inoltre inaugurato a Monfalcone il primo Centro medico legale INPS a carattere interprovinciale in Italia. La struttura nasce per servire i territori di Udine, Trieste e Gorizia con l’obiettivo di rafforzare la prossimità dei servizi e semplificare l’accesso ai diritti per le persone fragili.
Nel corso della due giorni, il Direttore Regionale INPS del Friuli Venezia Giulia, Marco De Sabbata, ha comunicato l'avvio, da febbraio 2026, di un tavolo tecnico permanente che mette attorno allo stesso tavolo la Direzione Regionale INPS FVG, la Regione, la Consulta Regionale delle Associazioni delle persone con Disabilità e l'ATS.

Ivana Coloricchio, coordinatrice regionale Friuli Venezia Giulia del patronato INCA, è intervenuta sul ruolo e la funzione degli Enti di Patronato e dei Comitati Provinciali INPS, con particolare riferimento alle novità introdotte dalla riforma. Un contributo che ha messo al centro la specificità del lavoro quotidiano del Patronato che affianca e mette al centro la persona.
A margine dei lavori, nel momento dedicato agli interventi liberi, è emerso un tema che attraversa trasversalmente tutta la fase di transizione: il rischio che la digitalizzazione dei processi finisca per allontanare operatrici e operatori dalle persone che assistono.
A sollevare la questione è stato Gianni Bertossi, Direttore INCA di Trieste. Strumenti come Combipat - la piattaforma per le comunicazioni tra INPS e patronati - funzionano e vanno utilizzati. Ma la tecnologia, ha sottolineato Bertossi, non può sostituire il confronto diretto, la telefonata, l'incontro fisico. Soprattutto quando in gioco ci sono i diritti di persone fragili.
Un tema non nuovo, ma ancora irrisolto: dal Covid in poi i contatti umani tra operatori si sono rarefatti, e nessuna piattaforma digitale ha ancora colmato quel vuoto.
