Dal 19 al 21 maggio 2026, Treviso ha ospitato la decima tappa di Inpacta, il percorso formativo congiunto tra INPS e patronati sull'attuazione della riforma della disabilità. Tre giorni di lavoro all'Auditorium della Camera del Lavoro della CGIL, con la partecipazione dei responsabili INPS e dei rappresentanti dei raggruppamenti CEPA e CIPLA. Le tappe precedenti si erano svolte a Firenze, Bologna, Lamezia Terme, Brescia, Roma, Milano, Napoli, Torino e Trieste.

La riforma è già attiva in Veneto
Il Veneto è tra le prime regioni in cui la riforma è già operativa. Vicenza ha avviato le nuove procedure il 30 settembre 2025, seguita da Verona, Venezia e Treviso dal 1° marzo 2026. Il Direttore Regionale INPS del Veneto, Filippo Pagano, ha illustrato lo stato di avanzamento, segnalando anche le criticità in corso. Tra queste, ha segnalato con particolare urgenza la carenza di medici, un nodo strutturale che l’Istituto fatica a sciogliere e che rischia di rallentare i tempi di risposta alle persone in attesa di valutazione.
Il ruolo dei patronati nel nuovo sistema
La riforma introduce cambiamenti significativi nelle modalità di valutazione e riconoscimento della disabilità. In questo contesto, i patronati e i Comitati Provinciali INPS svolgono un ruolo di accompagnamento diretto alle persone nel percorso di accesso ai propri diritti. Un punto sottolineato da Mara Carlin, referente INCA regionale, che ha richiamato l'importanza della relazione diretta con le persone come elemento centrale del lavoro di tutela.

Nel corso dei lavori è emerso anche il tema della digitalizzazione dei processi: un cambiamento necessario, ma che non deve ridurre lo spazio del contatto diretto tra operatori e utenti, soprattutto per le persone più fragili.
Valentina Durante, Direttrice dell’INCA di Treviso, si è soffermata sulle modalità organizzative messe in campo dal Patronato per affrontare il grande cambiamento in corso. Ha sottolineato in particolare il ruolo fondamentale dei medici certificatori convenzionati dall’INCA, una scelta volta a garantire risposte qualificate alle numerose richieste di tutela provenienti da persone fragili e famiglie in difficoltà.

Nel corso degli interventi, ciò che è emerso è la volontà concreta e fattiva di collaborazione, fatta di scambio e condivisione, tra INPS e Patronati, nell’ottica di una comune azione di tutela per i più fragili.
A margine dei lavori, nel momento dedicato agli interventi liberi, è emerso con forza un tema trasversale all’intera fase di transizione: il rischio che la progressiva digitalizzazione dei processi finisca per allontanare operatrici e operatori dalle persone che assistono. Un monito condiviso, che richiama tutti gli attori del sistema a non perdere di vista la centralità della persona nel percorso di riconoscimento dei diritti.