Con la rata di pensione di luglio, accreditata il primo del mese, l'INPS ha versato a pensionate e pensionati una somma aggiuntiva, la cosiddetta quattordicesima. Non è un bonus una tantum né una novità di quest'anno: è una prestazione che si ripete ogni estate per chi ha determinati requisiti di età, contributi e reddito.
Chi l'ha già ricevuta troverà nel cedolino una voce specifica dedicata alla quattordicesima. La stessa informazione compare anche nel certificato di pensione, nell'area MyINPS, e arriva anche tramite notifica sull'app IO e via email, se l'INPS dispone di un contatto certificato.
Chi può riceverla
Bisogna aver compiuto 64 anni entro il 31 dicembre 2026: sono quindi coinvolti tutti i nati prima del 1° gennaio 1963. Chi raggiunge questa età nel corso dell'anno, o chi è diventato pensionato dopo il 31 gennaio 2026, riceve l'importo in proporzione ai mesi spettanti, non per l'anno intero.
Oltre all'età contano gli anni di contribuzione versati e il reddito personale del pensionato. Il trattamento minimo di riferimento per il 2026 è di 611,85 euro al mese e le soglie di reddito si calcolano come multipli di questa cifra su base annua: 1,5 volte oppure 2 volte il trattamento minimo, a seconda della fascia.
In generale:
- Fino a 15 anni di contribuzione (dipendenti) o 18 anni (autonomi): con reddito annuo fino a circa 11.931 euro la quattordicesima arriva fino a 437 euro; con reddito fino a circa 15.908 euro, fino a 336 euro.
- Da 15 a 25 anni (dipendenti) o da 18 a 28 anni (autonomi): con reddito fino a circa 11.931 euro, fino a 546 euro; con reddito fino a circa 15.908 euro, fino a 420 euro.
- Oltre 25 anni (dipendenti) o oltre 28 anni (autonomi): con reddito fino a circa 11.931 euro, fino a 655 euro; con reddito fino a circa 15.908 euro, fino a 504 euro.
Insomma, più anni di contributi e redditi più bassi significano un importo più alto. Chi ha un reddito di poco superiore alla soglia non perde comunque tutto: esiste una clausola di salvaguardia che riduce l'importo invece di azzerarlo. Per un calcolo preciso sul proprio caso, conviene comunque rivolgersi al patronato.
Ci sono poi alcune esclusioni. La quattordicesima non spetta a chi percepisce prestazioni assistenziali come invalidità civile, assegno sociale, pensione sociale o accompagnamento a pensione.
Erogazione automatica, ma non per tutti
Per la maggior parte degli aventi diritto il pagamento è avvenuto d'ufficio, senza bisogno di presentare alcuna domanda: l'INPS ha incrociato in autonomia i dati anagrafici, contributivi e reddituali già in suo possesso. Chi matura i 64 anni dopo l'elaborazione della rata di luglio, o diventa titolare di pensione durante l'anno, riceverà comunque l'importo, ma più avanti, con la rata di dicembre 2026.
Attenzione però: si tratta di un pagamento provvisorio. L'INPS verificherà in un secondo momento, sulla base dei redditi definitivi trasmessi dall'Agenzia delle Entrate, se la somma era effettivamente dovuta e nella misura corretta. Chi risultasse aver percepito un importo non spettante potrebbe quindi vedersi richiedere la restituzione, anche a distanza di tempo.
Non l'hai ricevuta ma pensi di averne diritto?
Succede, ed è più comune di quanto si pensi: mancano dati reddituali aggiornati, oppure una situazione contributiva non risulta ancora correttamente registrata negli archivi. In questi casi la quattordicesima non parte in automatico, ma questo non significa averne perso il diritto.
La strada da seguire è presentare una domanda di ricostituzione reddituale per quattordicesima. Per farlo, ci si può rivolgere al patronato Inca.
Per una verifica personalizzata della tua situazione, o per assistenza nella presentazione della domanda, rivolgiti a una sede INCA sul territorio.