Il 20 e 21 luglio si è svolta a Dakar e sull'Isola di Gorée la nuova edizione dell'École de Gorée, momento di incontro tra organizzazioni sindacali, istituzioni pubbliche, parti sociali e attori della cooperazione internazionale senegalese e italiana. L'iniziativa, nata anni fa per impulso della CGIL, della FLAI CGIL e dei suoi partner sindacali senegalesi, torna grazie al progetto “Formazione, Dignità, Inclusione e Innovazione in Senegal”, promosso dall'ONG VIS e finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). L'AICS sostiene da tempo, in Senegal, percorsi di rafforzamento delle politiche del lavoro, della formazione professionale e del dialogo tra i diversi soggetti del mondo del lavoro. È in questo quadro di cooperazione istituzionale che va letta l'edizione 2026 dell'École de Gorée, organizzata da IDTM (Institut pour les Droits des Travailleurs Migrants), partner locale del Patronato INCA CGIL in Senegal, in collaborazione con Cgil e Nexus.

Due giornate, due prospettive complementari
La prima giornata, a Dakar, ha affrontato il tema del dialogo tra Stato, sindacati e organizzazioni datoriali come leva di governance inclusiva, con interventi istituzionali (Ministero del Lavoro, Ambasciata d'Italia, Direzione Generale del Lavoro e della Sicurezza Sociale), sindacali e datoriali, oltre a un contributo dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sul legame tra dialogo sociale e lavoro dignitoso.
La seconda giornata, ospitata nell'Auditorium della Scuola Mariama Bâ sull'Isola di Gorée, si è concentrata sui temi al centro del lavoro quotidiano di Inca Cgil: la protezione sociale e l'accompagnamento dei lavoratori migranti tra Senegal e Italia.

La voce della diaspora, tra promesse e realtà
Ad aprire la sessione dedicata alla protezione sociale è stata Vanessa Marchese, direttrice del Patronato INCA CGIL Senegal e rappresentante di IDTM, con un intervento dal titolo: "La voce della diaspora attraverso il Patronato: accesso ai diritti sociali e alla protezione sociale tra promesse e realtà".
“Ogni giorno – ha spiegato Vanessa Marchese - vediamo l’impatto concreto del quadro normativo sulle difficoltà che lavoratrici e lavoratori senegalesi in Italia e le loro famiglie incontrano nell'accedere a diritti e tutele: pratiche pensionistiche, prestazioni sociali, mobilità internazionale, ricongiungimenti familiari. È proprio in questo scarto, tra ciò che è previsto sulla carta e ciò che accade nella pratica amministrativa, che si colloca il lavoro di accompagnamento svolto da IDTM e dal Patronato INCA, punto di riferimento tanto per la diaspora senegalese in Italia quanto per la comunità italiana residente in Senegal”.

Verso un accordo bilaterale di protezione sociale
Il tema è tornato, in una prospettiva più istituzionale, nella sessione conclusiva del pomeriggio, dedicata alle prospettive di cooperazione in materia di protezione sociale tra Italia e Senegal. Un confronto che ha visto seduti allo stesso tavolo IDTM, IPRES (l'istituto previdenziale senegalese), CARISM e, per INCA Cgil, la responsabile del dipartimento immigrazione Valeria De Amorim Pio.

“L’assenza, a oggi, di una convenzione bilaterale di sicurezza sociale tra i due Paesi resta uno dei nodi più concreti con cui si confrontano i lavoratori migranti senegalesi – ha dichiarato Valeria De Amorim Pio - la mancanza di uno strumento condiviso rende spesso più complesso il riconoscimento dei periodi contributivi maturati in Italia e in Senegal, e con essi l'accesso pieno a pensioni e prestazioni. Portare questo tema al tavolo di Gorée, insieme alle istituzioni previdenziali senegalesi, significa provare a spostarlo dal piano dei singoli casi seguiti dagli sportelli a quello, più strutturale, delle relazioni tra Stati.”
Le due giornate hanno offerto l'occasione per mettere a confronto esperienze diverse e per ricordare che il tema della protezione sociale dei lavoratori migranti resta prima di tutto una questione di diritti e tutele da concretizzare.
