Continua il suo giro per l’Italia il percorso di formazione congiunta tra INPS e Patronati sulla riforma della disabilità, che ha fatto tappa ad Ancona il 3 e 4 novembre 2026, nell’ambito del progetto InPACTA. La prima giornata si è svolta alla Direzione regionale INPS Marche, la seconda nella sede Inca Cgil di Ancona. Hanno partecipato la Direzione centrale Salute e Prestazioni di disabilità, le direzioni regionale e provinciali dell’Istituto e i raggruppamenti dei patronati CEPA e CIPLA. Per Inca sono intervenuti Silvia Cascioli, coordinatrice regionale Inca Marche, e Roberto Cesanelli, direttore provinciale di Inca Macerata.
La riforma nelle Marche
Nelle Marche la sperimentazione è partita a Macerata il 30 settembre 2025. Dal 1° marzo 2026 si è estesa ad Ancona e Ascoli Piceno. Fermo e Pesaro Urbino non sono ancora coinvolte, ma lo saranno dal 2027, quando la riforma riguarderà tutta Italia.
Cascioli ha presentato i dati del Rendiconto sociale INPS 2025. La regione ha 225 comuni, 16 strutture Inps e 5 punti cliente di servizio, mentre gli uffici di patronato sono 303, quasi 19 per ogni struttura. La differenza è più evidente in provincia di Fermo, che ha 40 comuni, una sola struttura Inps e 44 uffici di patronato.
“Nelle Marche l’invalidità civile è l’ambito in cui le persone si rivolgono di più al patronato: 85 pratiche su cento, per un totale di oltre 21mila pratiche nel 2025 – ha detto Silvia Cascioli –. Chi presenta una domanda di questo tipo ha bisogno di essere seguito, spesso insieme alla sua famiglia. Lavorare con l’Inps sulle stesse procedure serve a dare a tutti le stesse risposte, in tutto il territorio.”

Il contributo di INCA
Nel suo intervento sul ruolo degli enti di patronato e dei Comitati provinciali INPS, Cascioli si è soffermata sul cambiamento principale introdotto dalla riforma. Oggi la domanda coincide con il certificato medico introduttivo trasmesso dal medico accreditato. Per questo patronati, Inps e comitati devono coordinarsi, perché le persone con disabilità non trovino ostacoli nell’accesso alle tutele.
Nella sede Inca di Ancona, Roberto Cesanelli ha presentato l’organizzazione della sede e il processo con cui i patronati del raggruppamento CEPA prendono in carico la persona con disabilità o non autosufficiente. Il percorso si articola in tre fasi. Nella prima il patronato ricostruisce la situazione lavorativa, previdenziale e familiare della persona. Nella seconda si occupa del certificato medico introduttivo: se manca, organizza la visita con un medico convenzionato, se c’è già, invia i dati socioeconomici. Nella terza segue l’accertamento fino all’esito, controlla che le prestazioni vengano erogate e, se serve, valuta un ricorso con medici e legali.

Verso il 2027
Dal 1° gennaio 2027 la riforma sarà operativa in tutta Italia, e quindi anche a Fermo e a Pesaro Urbino. Nella sessione finale, a cui ha partecipato anche Cascioli, sono state raccolte proposte per migliorare i flussi della nuova valutazione di base.