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ASSEGNO DI MATERNITÀ DEI COMUNI

Scopri come funziona l’assegno di maternità da richiedere al Comune di residenza

COS’È

L’assegno di maternità dei Comuni è una prestazione assistenziale destinata alle madri, da richiedere al Comune di residenza. L’erogazione avviene direttamente tramite INPS, a condizione che siano soddisfatti specifici requisiti reddituali, la cui verifica compete al Comune.

A CHI SPETTA

L’assegno è riconosciuto alle donne:

  • Non lavoratrici.
  • Lavoratrici: purché non abbiano diritto ad altri trattamenti economici di maternità.

In caso di trattamento economico inferiore all’assegno, l’assegno può essere corrisposto in quota differenziale.

Categorie di beneficiarie residenti in Italia

  • Cittadine italiane.
  • Cittadine comunitarie.

Diritti anche per cittadini extracomunitari

  • Familiari titolari della Carta di soggiorno per i familiari del cittadino comunitario non aventi cittadinanza UE.
  • Familiari titolari della Carta di soggiorno permanente per familiari non aventi cittadinanza UE.
  • Titolari di permesso di soggiorno equiparati ai cittadini italiani ai sensi del Testo Unico (art. 41, comma 1-ter, D.lgs. n. 286/1998): permessi di lavoro superiori a sei mesi o permessi di soggiorno per motivi di ricerca superiori a sei mesi.
  • Titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

DOMANDA

La domanda va presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla data del parto o dall’ingresso in famiglia del minore.

Cosa fare

Serve aiuto?
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  • Consulenza personalizzata
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  • Verifica dei requisiti e delle opzioni più convenienti

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FAQ – Assegno di maternità dei Comuni

 

Chi può richiedere l’assegno di maternità dei Comuni?

Donne non lavoratrici, lavoratrici senza diritto ad altri trattamenti economici di maternità, e in quota differenziale se il trattamento economico è inferiore all’assegno.

Entro quando va presentata la domanda?

Entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia del minore.

Possono accedervi anche cittadini extracomunitari?

Sì, se in possesso di specifici permessi di soggiorno (permesso unico di lavoro, ricerca superiore a sei mesi, permesso UE di lungo periodo) o carte di soggiorno per familiari.