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PERMESSI E CONGEDI PER HANDICAP

Sei una persona con disabilità o un suo familiare? Scopri quali sono i tuoi diritti e come tutelarli

DI COSA SI TRATTA

I permessi e i congedi lavorativi previsti dalla Legge 104/92 e dal D.lgs. 151/2001 (e successive modifiche) rappresentano un importante strumento di tutela per i lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato.
Sono concessi esclusivamente quando è stato riconosciuto lo stato di handicap in situazione di gravità (art. 3, comma 3, Legge 104/92).

A CHI SPETTANO

Le agevolazioni lavorative spettano a:

  • Genitori biologici, adottivi o affidatari di figli con handicap grave.
  • Parenti o affini entro il 2° grado della persona disabile grave.
  • Parenti o affini entro il 3° grado, ma solo se:
    • i genitori o il coniuge del disabile hanno più di 65 anni,
    • oppure sono affetti da patologie invalidanti,
    • oppure sono deceduti o mancanti.
  • Lavoratori disabili gravi che intendono usufruire direttamente delle agevolazioni.

Importante: i permessi e i congedi non vengono concessi se la persona con grave disabilità è ricoverata a tempo pieno in una struttura ospedaliera o simile, salvo eccezioni specifiche.

COME PRESENTARE DOMANDA

Per accedere ai permessi o al congedo, è necessario presentare apposita richiesta, allegando copia del verbale di certificazione di handicap grave.

Lavoratori privati

La domanda va inviata all’INPS, con la documentazione che certifica la disabilità grave.
Una copia deve essere consegnata al datore di lavoro, indicando le modalità di fruizione dei permessi o del congedo.

Lavoratori pubblici

La richiesta va presentata direttamente alla propria amministrazione di appartenenza, specificando le modalità di utilizzo.

Comunicazioni obbligatorie

I richiedenti devono informare entro 30 giorni l’INPS o l’amministrazione di eventuali variazioni che incidano sul diritto ai permessi o al congedo.
L’agevolazione decorre dalla data di presentazione della domanda sia all’INPS (o all’amministrazione pubblica) sia al datore di lavoro.

RETRIBUZIONE DURANTE I PERMESSI O CONGEDI

La retribuzione è erogata direttamente dal datore di lavoro (pubblico o privato).
Nei rapporti di lavoro privati, il datore di lavoro recupera l’importo corrisposto al dipendente tramite conguaglio sui contributi INPS.

COME FUNZIONANO I PERMESSI E I CONGEDI

La Legge 104/92 e il D.lgs. 151/2001 riconoscono ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, diversi permessi e congedi retribuiti per assistere familiari con handicap grave o per sé stessi in caso di disabilità.
Le agevolazioni variano a seconda che i beneficiari siano genitori, familiari o lavoratori disabili, con regole specifiche per chi ha un contratto part-time.

+ Permessi e congedi per lavoratori che assistono familiari disabili

I lavoratori che assistono un familiare con handicap grave (coniuge, parte civile, convivente di fatto, parente o affine entro il 2° grado, o entro il 3° in casi particolari) hanno diritto a:

  • 3 giorni di permesso mensile retribuito (art. 33, c. 3, L. 104/92), frazionabili in ore se previsto dal contratto.
  • Retribuzione piena e validi ai fini pensionistici.
  • Non è richiesta la convivenza.

Esclusioni

Non spettano ai lavoratori domestici e a quelli a domicilio.

Compatibilità con ricovero

Il diritto non spetta se la persona con handicap grave è ricoverata a tempo pieno, salvo eccezioni:

  • visite o terapie certificate da svolgere fuori struttura,
  • stato vegetativo persistente o prognosi infausta a breve,
  • necessità di assistenza non sanitaria richiesta dai medici.

Altri punti chiave

  • La presenza di altri familiari non lavoratori o di assistenti familiari non limita il diritto ai permessi.
  • Il disabile (o il tutore/amministratore di sostegno) può scegliere chi in famiglia fruisce dei permessi.
  • Sono riconosciuti anche a chi assiste familiari lontani (>150 km), previa prova del viaggio.
  • Il diritto può essere condiviso in modo alternativo tra più aventi diritto.
  • È possibile cumulare permessi per assistere più familiari disabili, ma non per parenti di 3° grado.
+ Permessi e congedi per lavoratori disabili

I lavoratori con handicap grave hanno diritto a:

  • Permessi orari: 2 ore al giorno (orario ≥ 6 ore) o 1 ora (orario < 6 ore).
  • Permessi mensili: 3 giorni al mese, anche frazionabili se previsto dal contratto.
  • Validi per dipendenti pubblici e privati, inclusi contratti a tempo determinato.
+ Permessi e congedi per lavoratori part-time

Il diritto ai permessi varia in base alla tipologia di part-time:

  • Orizzontale: stesso numero di giorni previsti dal tempo pieno.
  • Verticale a mesi: valgono le regole del tempo pieno.
  • Verticale a giorni/settimane e misto: i 3 giorni mensili e i permessi orari vengono ridotti proporzionalmente.
+ Congedo biennale retribuito

Hanno diritto al congedo biennale retribuito: lavoratori dipendenti pubblici o privati, a tempo indeterminato o determinato (per la durata del contratto), che assistono un familiare in situazione di handicap grave.

Il familiare disabile non deve essere ricoverato a tempo pieno in strutture ospedaliere o simili, salvo eccezioni.

Eccezioni in caso di ricovero

Il congedo è concesso anche se la persona con disabilità è ricoverata quando:

  • deve svolgere visite o terapie certificate fuori dalla struttura,
  • si trova in stato vegetativo persistente o con prognosi infausta a breve,
  • i sanitari richiedono assistenza non sanitaria da parte di un familiare.

Lavoratori esclusi

Il congedo non spetta a:

  • lavoratori a domicilio,
  • lavoratori agricoli giornalieri,
  • lavoratori autonomi,
  • lavoratori parasubordinati.

Ordine di priorità tra gli aventi diritto

La Corte costituzionale ha ampliato la platea dei beneficiari, stabilendo un ordine di priorità:

  1. coniuge, parte dell’unione civile o convivente di fatto;
  2. genitori del disabile;
  3. figlio convivente del genitore disabile;
  4. fratelli o sorelle conviventi;
  5. parente o affine entro il 3° grado convivente.

Solo in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti dei primi in lista, il diritto passa ai successivi.

Requisito della convivenza

È richiesta la convivenza con il disabile, da instaurare entro l’inizio del congedo e mantenere per tutta la sua durata.

Referente unico: cosa cambia dal 2022

Il decreto n. 105/2022 ha eliminato il principio del “referente unico”:

  • più persone aventi diritto possono presentare domanda,
  • i periodi di congedo devono essere fruiti in modo alternato,
  • limite massimo: 2 anni per ciascun disabile e per ciascun lavoratore.

Indennità e contribuzione

Importo pari alla retribuzione dell’ultimo mese di lavoro (solo voci fisse e continuative). Previsto un tetto massimo annuale rivalutato ISTAT. Copertura con contribuzione figurativa. Non maturano ferie, tredicesima né TFR. Nel privato l’indennità è anticipata dal datore di lavoro, nel pubblico è a carico dell’amministrazione.

Interruzioni del congedo

Malattia certificata: possibile interruzione entro 60 giorni dall’inizio della sospensione dal lavoro. Maternità: interruzione possibile anche oltre i 60 giorni. Cassa integrazione: se già in congedo, l’indennità continua; se già sospeso senza aver richiesto il congedo, non è possibile domandarlo.

+ Congedi per eventi e cause particolari (art. 4, L. 53/2000)

Permesso retribuito di 3 giorni all’anno

Spetta in caso di:

  • morte o grave infermità del coniuge/parte dell’unione civile (anche separato),
  • parenti entro il 2° grado (nonni, nipoti, fratelli, sorelle),
  • persone della famiglia anagrafica.

Requisiti:

  • richiesta preventiva al datore di lavoro,
  • fruizione entro 7 giorni dall’evento,
  • esclusi i giorni festivi e non lavorativi.

Possibilità alternative

Datore di lavoro e dipendente possono concordare:

  • una diversa modulazione dell’orario,
  • corrispondente alle ore lavorative dei 3 giorni.

La certificazione medica va presentata entro 5 giorni dalla ripresa del lavoro; in caso di decesso, è ammessa dichiarazione sostitutiva.

Questi permessi sono cumulabili con quelli previsti dalla Legge 104/92.

+ Congedo biennale non retribuito (art. 4, c. 2, L. 53/2000)

I lavoratori dipendenti pubblici o privati possono richiederlo:

  • per sé stessi,
  • per familiari della famiglia anagrafica,
  • per parenti o affini entro il 3° grado, anche non conviventi.

Durata massima: 2 anni nell’arco della vita lavorativa, continuativi o frazionati.

Motivi ammessi

  • decesso di un familiare,
  • necessità di assistenza o cura,
  • gravi situazioni personali (separazione, divorzio, ecc.),
  • patologie acute o croniche dei familiari.

Chi usufruisce del congedo non retribuito non può richiedere anche quello retribuito. Non è possibile raddoppiare i 2 anni per assistere più familiari.

+ Congedo per cure

Spetta a lavoratori mutilati o invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa >50%.

Durata massima: 30 giorni all’anno, anche frazionabili.

Finalità: sottoporsi a cicli di cura necessari e non rinviabili (non cure termali).

Destinatari: lavoratori affetti da gravi patologie, ad esempio oncologiche.

Legge 106

Con la Legge 106/2025 sono state introdotte novità che estendono la storica Legge 104 e allargano le tutele per chi è affetto da patologie gravi, malattie croniche o rare, oppure assiste i figli in condizioni di disabilità o fragilità. L’obiettivo era segnare un passo avanti verso un welfare più inclusivo, ma non mancano le criticità e le misure fin qui previste potrebbero non essere sufficienti.

Congedo non retribuito fino a 24 mesi

La principale novità è l’introduzione di un congedo non retribuito di durata massima pari a 24 mesi, da utilizzare in modo continuativo o frazionato.
Possono richiederlo già da agosto 2025 i lavoratori dipendenti, pubblici o privati, affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche (anche rare), che comportino un’invalidità pari o superiore al 74%.

Durante il periodo di congedo:

  • si conserva il posto di lavoro
  • non si percepisce retribuzione
  • non si possono svolgere altre attività lavorative

Il periodo non sarà conteggiato ai fini dell’anzianità di servizio né ai fini pensionistici, ma sarà possibile riscattarlo versando i contributi come per la prosecuzione volontaria.

Al termine del congedo, il lavoratore potrà chiedere di lavorare in modalità agile (smart working), se compatibile con le proprie mansioni, con una corsia preferenziale rispetto ad altri colleghi.

Per i lavoratori autonomi è invece prevista la possibilità di sospendere incarichi continuativi fino a un massimo di 300 giorni.

10 ore annue di permessi retribuiti per visite ed esami

L’articolo 2 della legge introduce, dal 1° gennaio 2026, un nuovo diritto: 10 ore annue di permesso retribuito (con copertura contributiva) per effettuare visite, esami o cure mediche frequenti prescritte dal medico di base o da uno specialista.

Potranno usufruirne:

  • i lavoratori affetti da malattie oncologiche, in fase attiva o in follow-up precoce, o da malattie invalidanti o croniche, anche rare, che comportino invalidità pari o superiore al 74%
  • i genitori di figli minori che si trovano nelle stesse condizioni di salute

L’indennità economica sarà erogata e conguagliata dal datore di lavoro, secondo le regole già previste per le assenze per malattia.

Cosa fare

Vuoi capire come ottenere congedi e permessi in base alla Legge 104?

INCA CGIL è presente su tutto il territorio nazionale con:
operatrici e operatori esperti in disabilità
medici convenzionati
supporto completo nella richiesta di congedi e permessi

Contatta la sede INCA CGIL più vicina a te!


 FAQ – Permessi e congedi Legge 104

 

Chi può richiedere i permessi della Legge 104?

I genitori, i parenti fino al 2° grado (o al 3° in casi particolari) e i lavoratori stessi con handicap grave.

Sono previsti permessi anche per parenti di 3° grado?

Sì, ma solo se i genitori o il coniuge della persona disabile hanno più di 65 anni, sono invalidi, deceduti o mancanti.

Cosa succede se la persona con handicap grave è ricoverata?

In caso di ricovero a tempo pieno, i permessi e congedi non spettano, salvo situazioni eccezionali.

A chi va presentata la domanda?
  • Lavoratori privati → all’INPS e in copia al datore di lavoro.
  • Lavoratori pubblici → direttamente alla propria amministrazione.
Da quando decorrono le agevolazioni?

Dal giorno di presentazione della domanda all’INPS o all’amministrazione e al datore di lavoro.

Chi paga la retribuzione durante i permessi?

Il datore di lavoro anticipa la retribuzione. Nel settore privato, recupera le somme tramite conguaglio con i contributi INPS.

Quali diritti hanno i genitori di figli con handicap grave?

Prolungamento del congedo parentale, riposi orari o permessi giornalieri, alternativi tra loro.

Fino a che età del figlio spettano le agevolazioni?
  • Fino a 3 anni → tutte e tre le opzioni.
  • 3-12 anni → congedo parentale prolungato o permessi mensili.
  • Oltre i 12 anni → solo permessi mensili.
I permessi spettano anche ai lavoratori che assistono familiari disabili?

Sì, con 3 giorni mensili retribuiti, anche senza convivenza.

Cosa succede se il disabile è ricoverato?

I permessi non spettano, salvo casi particolari (terapie, stato vegetativo, assistenza non sanitaria richiesta dai medici).

Un lavoratore con disabilità può richiedere i permessi per sé stesso?

Sì, con 2 ore giornaliere o 3 giorni al mese.

I lavoratori part-time hanno lo stesso diritto?

Dipende: nel part-time orizzontale e verticale a mesi valgono le regole del tempo pieno, negli altri casi i permessi sono proporzionati all’orario.

Chi ha diritto al congedo biennale retribuito?

I lavoratori dipendenti che assistono un familiare con handicap grave, secondo l’ordine di priorità stabilito dalla legge.

Il congedo biennale spetta anche se il disabile è ricoverato?

No, salvo eccezioni: terapie esterne, stato vegetativo, necessità di assistenza non sanitaria richiesta dai medici.

È sempre necessaria la convivenza?

Sì, ma può essere instaurata entro l’inizio del congedo e deve durare per tutto il periodo richiesto.

Qual è l’importo del congedo straordinario retribuito?

Corrisponde alla retribuzione dell’ultimo mese di lavoro (solo voci fisse), entro un limite massimo annuale rivalutato ISTAT.

Congedo straordinario e parentale possono essere usati insieme dai genitori?

Sì: un genitore può fruire del congedo straordinario e l’altro del congedo parentale o di maternità/paternità.

Cosa sono i 3 giorni di permesso retribuito per eventi particolari?

Sono previsti dall’art. 4, L. 53/2000, e spettano in caso di morte o grave infermità di un familiare o convivente.

Il congedo biennale non retribuito può essere cumulato con quello retribuito?

No: chi usufruisce del congedo non retribuito non può accedere anche a quello retribuito.

Cos’è il congedo per cure?

È un’agevolazione che permette fino a 30 giorni all’anno di assenza ai lavoratori con invalidità civile superiore al 50%, per terapie necessarie e non rinviabili.