Un 38enne pakistano, caduto dal motorino durante una consegna, è stato assistito da Nidil Cgil e dal Patronato Inca fino al riconoscimento dell'infortunio sul lavoro da parte dell'Inail. Il caso racconta come funziona la copertura assicurativa per i rider, in un settore dove gli infortuni denunciati restano probabilmente molto al di sotto di quelli reali.
Il 24 maggio scorso un'auto si ferma di colpo davanti a lui. Il rider sterza, si getta a lato della strada, cade. Una frattura al piede, trenta giorni di prognosi. Fin qui, la cronaca di un incidente come tanti.
Ma quello che succede dopo è diverso. Il 38enne pakistano, che vive a Porto Recanati, in provincia di Macerata, si rivolge a Nidil Cgil e al Patronato Inca. Con il loro aiuto denuncia l'infortunio a Deliveroo, la piattaforma per cui lavora, e avvia la pratica con l'Inail. Il risultato? L'infortunio viene riconosciuto come infortunio sul lavoro e al rider spetta un'indennità economica per il periodo in cui non ha potuto lavorare, circa un mese e mezzo. È uno dei primi casi in Italia per un rider.
Un diritto che pochi conoscono
I rider del food delivery lavorano quasi sempre con partita Iva o contratti di collaborazione. Anche in questo caso, sono coperti dall'assicurazione Inail contro gli infortuni sul lavoro, esattamente come un dipendente. Il diritto c'è, insomma. Il problema è che in pochi lo sanno, e ancora meno si attivano per tutelarlo.
I numeri dell'Inail danno la misura del fenomeno. Tra il 2021 e il 2023 sono stati denunciati 1.337 infortuni nel settore, 7 dei quali mortali. Lavoratori giovani, per lo più: il 60% ha meno di 35 anni. Quasi tutti uomini: il 92% degli infortunati, il 100% dei deceduti. Un quarto degli infortuni avviene nel Lazio; seguono Lombardia, Sicilia e Piemonte, che insieme al Lazio coprono il 61% dei casi. E nel 77% dei casi l'incidente capita proprio durante il lavoro, mentre si sta effettuando una consegna.
Numeri importanti, ma parziali. La copertura assicurativa per i rider è recente, risale al 2021. In più, le piattaforme non pubblicano i dati sugli infortuni dei propri corrieri. E il confronto tra statistiche ufficiali, cronaca e segnalazioni sindacali racconta un'altra storia: quella di centinaia di infortuni ogni anno che non vengono mai denunciati.
Perché tanti non denunciano
Il motivo sta nel modello stesso del food delivery. I rider ricevono ordini e turni tramite un algoritmo, come qualsiasi lavoratore subordinato. Ma non hanno ferie, non hanno malattia, non hanno contributi. Sono lavoratori autonomi solo sulla carta.
In più, molti di loro sono lavoratori stranieri, arrivati da poco, che non conoscono bene la lingua o le procedure italiane. Denunciare un infortunio significa orientarsi tra certificati medici, portali online, comunicazioni alla piattaforma. Senza aiuto, è facile rinunciare. O sbagliare qualche passaggio e perdere il diritto all'indennità.
Ecco perché, nel caso di Porto Recanati, l'intervento di Nidil Cgil e Inca è arrivato subito. I sindacalisti hanno aiutato il rider a compilare la segnalazione attraverso il link dedicato sulla piattaforma Deliveroo. Da lì è partita la pratica, fino al riconoscimento finale.
Cosa fare in caso di infortunio
Per aiutare i rider a orientarsi, nel 2025 Nidil Cgil e Patronato Inca hanno preparato un vademecum. È stato presentato con il lancio di "Riders for rights", una campagna che prevede assemblee sindacali in 17 città italiane — Roma, Milano, Torino, Palermo tra le altre — con distribuzione di materiale informativo e dispositivi di sicurezza: gilet ad alta visibilità, impermeabili, borracce termiche.
Chi si infortuna sul lavoro, o nel tragitto verso il lavoro, ha diritto a un'indennità economica per i giorni di stop, a un pagamento in caso di danni permanenti, a cure mediche gratuite e al riconoscimento delle malattie professionali.
I passaggi da seguire sono quattro:
- andare subito al pronto soccorso, specificando che si tratta di un infortunio sul lavoro
- farsi rilasciare il certificato medico inviato all'Inail
- portare il certificato alla sede Nidil o Inca più vicina
- comunicare l'infortunio alla piattaforma, indicando il codice del certificato